DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA


Nei frantoi con lavoratori subordinati o ad essi equiparati deve essere conservata a cura del datore di lavoro e messa a disposizione dell'U.O. di Prevenzione, Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro competente per territorio, la seguente documentazione, obbligatoria per legge:

valutazione del rischio


Questo documento deve contenere (art. 4 D.Lgs 626/94):
  • la relazione sulle valutazioni eseguite per ogni specifico fattore di rischio (es.: caratteristiche dell'impianto elettrico, movimentazione dei carichi, ecc.) ai fini della sicurezza e della salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa
  • l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione per la riduzione o eliminazione dei rischi individuati, nonché delle attrezzature di protezione da utilizzare
  • il programma di attuazione delle misure di cui al punto precedente.

    Il datore di lavoro delle aziende familiari nonchè delle aziende che occupano fino a 10 addetti non è soggetto all'obbligo della stesura del documento, ma è tenuto comunque ad autocertificare per iscritto l'avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi e l'adempimento degli obblighi ad essa collegati.

    E' importante sottolineare che il documento di valutazione ai sensi del D.Lgs. 626/94 deve riportare esclusivamente l'intervento del datore di lavoro sul "rischio residuo", cioè sul rischio che è rimasto nonostante la puntuale applicazione delle norme in materia di igiene e sicurezza del lavoro precedenti al D.Lgs. 626/94.


  • esempio di un processo di valutazione da redigere per tutte le macchine e gli impianti presenti nel frantoio




    registro infortuni


    Il Registro degli Infortuni deve essere conservato in azienda, debitamente vidimato dall'U.O. Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro dell'Azienda USL competente per territorio. Su tale Registro devono essere cronologicamente annotati tutti gli infortuni accaduti ai lavoratori dipendenti, che comportino un'assenza di almeno un giorno, con indicazione dei dati anagrafici degli infortunati, della loro qualifica professionale, delle cause e circostanze dell'infortunio, della data di abbandono e di ripresa del lavoro (art. 403 DPR 547/55, DM 72.9.1958 e art. 4 D.Lgs 626/94). Con il DM 10.8.1984 è possibile effettuare, con le modalità precisate, la registrazione dell'infortunio su schede individuali, utilizzando la procedura automatizzata ed amministrativa descritta negli allegati.

    valutazione dei livelli di rumorosità


    La documentazione contenente l'esecuzione della valutazione dell'esposizione giornaliera a rumore dei lavoratori ed i provvedimenti adottati per ridurre tali livelli di esposizione (art. 40 D.Lgs 277/91), deve essere tenuta a disposizione degli organi di vigilanza Per i lavoratori esposti deve essere tenuto il Registro degli esposti (artt. 4 e 49 D.Lgs. 277/91) I lavoratori che presentano un'esposizione quotidiana personale al rumore superiore a 85 dBA sono sottoposti a visita medica preventiva e successive visite periodiche (controllo sanitario) (art. 44 D.Lgs 277/91)

  • schema generale di valutazione di rischio "rumore"


    In questo caso il documento è riferito alla valutazione prevista dal D.Lgs. 277/91 ma che comunque farà parte integrante del documento di valutazione del rischio (D.Lgs. 626/94) riferito alla specifica atività svolta nel frantoio.

    denuncia degli impianti di messa a terra

    Gli impianti di messa a terra devono essere denunciati dal datore di lavoro tramite il MOD. B di cui all'art. 3 del DM 12.9.1959, all'ISPESL che effettua anche la 1° verifica rilasciandone verbale. Le verifiche periodiche successive (effettuate almeno ogni due anni allo scopo di accertarne lo stato di efficienza) vengono eseguite dall'Azienda USL (art. 328 DPR 547/55, DM 519/93).

    denuncia degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche

    I dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche devono essere denunciati dal datore di lavoro tramite il MOD. A di cui all'art. 2 DM 12.9.1959, all'ISPESL che effettua anche la I° verifica rilasciandone i verbali. Le verifiche periodiche successive vengono eseguite dall'Azienda USL (art. 40 DPR 547/55, DM 519/93).

    libretto di verifica degli impianti di sollevamento

    Quando è presente un apparecchio di sollevamento non manuale, di portata superiore ai 200 Kg., questo deve essere omologato dall'ISPESL e verificato annualmente dalla Azienda USL (MOD. L di cui all'art. 7 DM 12.9.1959). Tale obbligo è previsto anche per gli apparecchi di sollevamento installati su una macchina operatrice. Qualora l'impianto di sollevamento utilizzi, per il proprio funzionamento, funi e/o catene, queste devono essere controllate ogni 3 mesi a cura del datore di lavoro (art. 194 DPR 547/55 ).

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