LA PREVENZIONE


II Decreto Legislativo 626/94 rappresenta una svolta molto importante sul piano culturale ed organizzativo in materia di salute sul lavoro. Infatti la salute negli ambienti di lavoro e in particolar modo in quelle lavorazioni "saltuarie" o "stagionali" come la lavorazione delle olive, non è garantita soltanto dall'applicazione di un insieme di regole dettate da normative più o meno vecchie, ma è essa stessa facente parte della pianificazione aziendale, così come la qualità del prodotto o il rispetto dei tempi di produzione. La salute e la sicurezza costituiscono un fattore di qualità per le aziende la cui realizzazione passa attraverso una serie di azioni programmate che vanno dalla valutazione dei rischi, all'adozione delle misure di tutela, alla sorveglianza sanitaria per poi confluire in interventi di informazione e formazione. In termini di innovamento e aggiornamento il D.Lgs. 626/94 ha introdotto aspetti più qualitativi che quantitativi rispetto alla precedente legislazione italiana sulla salute e sicurezza. Così come in materia di informazione e formazione, mette in luce un modello interdisciplinare con compiti e doveri propri dei vari soggetti attori della prevenzione nei luoghi di lavoro. Nello specifico è bene ricordare gli ex articoli 4 del DPR 547/55 e del DPR 303/56 che imponevano al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze di:
  • attuare le misure previste nei decreti
  • rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza i modi di prevenire i danni derivanti dai rischi predetti
  • fornire ai lavoratori i necessari mezzi di protezione disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le misure ed usino i mezzi di protezione.

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