IL RUMORE


  • interventi di difesa


  • Senza entrare nello specifico, considerato che ogni situazione presenta differenti casistiche sia strutturali che di dislocazione di impianti, per la difesa dal rumore si possono elencare le seguenti indicazioni di carattere generale che sono alla base di una strategia di bonifica ambientale. / acquisto di nuovi macchinari. L'acquisto deve tener conto del livello presente precedentemente e di quello che si verrà ad instaurare con il nuovo impianto.

    Il D.Lgs.prevede anche che all'atto dell'acquisto del nuovo macchinario il datore di lavoro esegua una ricerca "di mercato" su quelli che, a parità di prestazioni, producono meno rumore.

    Il D.Lgs. 277/91 impone che le macchine siano accompagnate da una specie di "libretto di circolazione" in cui sono riportate le notizie circa l'apporto acustico in posizione operatore. In vista del traguardo dell'Europa unita sarebbe auspicabile che qualsiasi nuovo impianto venisse accompagnato da tutti quei dati acustici che permettono di valutarne la "compatibilità" o perlomeno di prevedere quale sarà l'effetto acustico complessivo determinato dall'introduzione del nuovo macchinario e/o impianto.
  • riduzione, per quanto possibile, della concentrazione o "affollamento"di macchine negli ambienti più rumorosi. E' importante prevedere una certa distanza tra un macchinario e l'altro in modo che si possa determinare quella diminuzione di 6 dB allontanandosi dalla fonte e non venga agevolato l'incremento di 3 dB con il raddoppio dell'energia.
  • chiusura con cabine isolanti delle macchine e delle parti meccaniche più rumorose. E' possibile mettere in atto un incapsulamento di quei macchinari e impianti in cui l'accesso è indispensabile solo per operazioni di manutenzione.
  • separazione degli impianti e macchinari o isolamento con barriere acustiche delle lavorazioni a più alto rischio. E' da considerare inizialmente la possibilità di una separazione fisica degli ambienti in modo da isolare le lavorazioni più rumorose. E' chiaro che questa possibilità potrà essere attuata solo in quei frantoi dove le strutture murarie possono permetterlo. Tuttavia sono da ritenere indispensabili negli interventi di ristrutturazione e costruzione di nuovi impianti. Un altro esempio di intervento può essere il posizionamento di pannelli acustici di opportune dimensioni e caratteristiche tra un macchinario rumoroso (es: il frangitore) e il restante ambiente di lavoro dove vengono eseguite altre lavorazioni di per se non rumorose.
  • rivestimento delle pareti e dei soffitti con materiale fonoassorbente. Con questo intervento si va ad influire su quello che è definito come tempo di riverbero della struttura. In altre parole si cerca di diminuire l'effetto "cassa di risonanza" che la struttura edilizia possiede. In genere da questa bonifica, se messa in atto da sola, non c'è da aspettarsi molto in termini di diminuzione del rumore. In pratica si va ad influire sulle riflessioni delle onde sonore cercando di diminuirle il più possibile e avvicinarsi sempre di più alla regola del decadimento dei 6 dB allontanandosi dalla sorgente rumorosa. E' importante ricordare che trattamenti di questo tipo devono trovare un giusto equilibrio tra la tutela dell'apparato uditivo dei lavoratori e le norme igieniche legate alla manipolazione di alimenti (pareti e pavimento lavabili). Per fortuna il mercato offre materiali che conciliano queste esigenze per cui esistono dei buoni fonoassorbenti con sufficienti caratteristiche di igienicità. Per evitare eccessive riflessioni è comunque necessario posizionare gli impianti non a ridosso di pareti o altre strutture che presentino caratteristiche riflettenti.
  • i dispositivi personali di protezione non devono mai essere considerati sostitutivi delle bonifiche sugli impianti. Tra i più diffusi si possono ricordare le cuffie, i caschi, i tappi auricolari (non usare mai il solo cotone idrofilo). I dispositivi di protezione individuale sono utili soprattutto quando sono presenti rumori intensi e di breve durata in cui non sia tecnicamente possibile intervenire sulla fonte.

    Attenzione!
    Un uso prolungato dei dispositivi di protezione produce senso di isolamento, perdita dell'equilibrio, irritazioni all'orecchio, difficoltà di ascolto di segnali di pericolo e di comunicazioni verbali.


  • vibrazioni o scuotimenti


  • Molte macchine o impianti producono delle vibrazioni o scuotimenti che possono essere in qualche modo dannosi per il lavoratore. La normativa in questo campo offre numerosi riferimenti a livello internazionale (le norme ISO, i limiti dell'ACGIH, normative nazionali come quella tedesca e francese, la direttiva CEE), ma ad oggi è ancora valido il dettato dell'art. 24 del DPR 303 del 19/3/1956 che recita: "Nelle lavorazioni che producono scuotimenti, vibrazioni, ... omissis .... devono adottarsi i provvedimenti consigliati dalla tecnica per diminuirne l'intensità". II legislatore, con questo articolo, obbliga quindi il datore di lavoro a ridurre l'intensità delle vibrazioni intervenendo direttamente sugli impianti e le macchine fino a che la tecnica lo consente. Per diminuire tale intensità possono ad esempio essere installati giunti di gomma o ammortizzatori.




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